Archive for agosto, 2013

Giornata storica per Laturo

Oggi con Gli Amici di Laturo a Laturo e alla Cordella, Don Beniamino Ricciotti dell’Istituto Diocesano assieme a tanti amici, Don Beppe Piccioni, Suor Piccioni, Roberto PiccioniTimoteo Galanti, Mario Ciccanti di Settecerri, Gli amici della Cordella, Paolo Di Simone di Corvino. L’amore per la Cappellina e la voglia di non farla crollare spero abbia con oggi un appassionato in piu’ a questo borgo cosi’ affascinante e primordiale.

Un grazie di cuore a Don Beniamino per la squisita presenza e partecipazione, speriamo di riaverla anche in veste di escursionista per ripercorrere splendidi sentieri da poco riaperti e continuare a condividere questo sogno cosi’ tremendamente affascinante.

Federico e dagli Amici di Laturo

“L’appennino perduto” degli ascolani

Con grande gioia pubblico sul sito ufficiale del Borgo la giornata simbolo della montagna dimenticata e minore che da anni viene messa in risalto con la loro “Festa dell’appennino perduto” dal prestigioso Club Alpino di Ascoli Piceno.

Quest’anno il teatro è Laturo. Troppo emozionante e a mio avviso il massimo in fatto di Appennino ma soprattutto di…perduto. Non vi nego che è proprio grazie al loro amore per la montagna minore che anche io mi avvicinai anni fa a borghi e sentieri dimenticati. Furono i loro scritti e i loro lavori al Monte Ceresa, superbi, ripercorsi in ogni stagione, che mi hanno fatto amare in maniera molto forte la media montagna. Laturo per me, come scrissi in altri post sul mio blog www.mountain-fitness.it, è la meta finale di un percorso montano durato anni.

La collaborazione seppur minima degli Amici di Laturo e del Cai, è sfociata il 21 luglio in un bell’anello di trek in luoghi ancora remoti e solo da poco riaperti all’escursionismo.

Grazie a tutto il Cai di Ascoli, a Marcello Nardoni e Franco Lagana’ in particolare che hanno, fin da subito, capito la bontà dei nostri intenti e ci hanno sostenuto e affiancato nel diffondere il nostro amore per la zona.

Speriamo che la sinergia continui negli anni, certo di poter contare su amanti della montagna intatta, vera, dove l’interesse privato di difesa di proprietà personali e accessibilità al luogo (vedi fantomatiche opere stradali) sia secondario rispetto all’unicità dell’ambiente e ad una cultura montana del turismo rurale ecologico.

Dalla penna di Marcello: Relazione di Nardoni