A Laturo col Burian

Federico da solo, sotto bufera da San vito, con -12c, arrriva a Laturo

(Resoconto trekking a Laturo durante #Burian)
Sanvito-cordella-laturo-settecerri-fosso rio-san vito 
Non ci sono parole per descrivere ciò che ho vissuto in totale solitudine per lande deserte e gelide durante il burian
Come da tradizione le cose belle in questa area si devono prendere al volo. Tutta la zona di Laturo, come ormai da anni dimostro, si presta a escursionismo invernale dal sapore raffinato e selvaggio. Le già scomode e malandate strade di avvicinamento, le piste brecciate e le piste di taglialegna si rivelano un mix perfetto per ciaspole, sci escursionismo, avventura. Ma visto le quote non esagerate che vanno dai 600 ai 1400 mt circa trovare neve appagante per un bel tour non è programmabile.

 

Fuggito dal nord delle marche alle prese con tempeste intense, mi sono trasferito a San Vito di Valle Castellana. Raggiungere Laturo per un anello o traversata quando il meteo è messo cosi è affare serio. Chilometri di strade non pulite vogliono dire ore e ore di marcia su neve profonda o sotto bufera. in questo caso la neve aveva la consistenza di polvere molto fredda vista le temperature polari che sono passate da –7 a -14 gradi nei punti piu in ombra e nei fossi.
Già in altre occasioni percorsi questo splendido anello che consiglio vivamente di non fare da soli e senza una traccia gps, vista la lunghezza e l’isolamento dei luoghi e visto che la copertura telefonica è inesistente.

Poco oltre San Vito la strada peggiora per le copiose nevicate e per la difficoltà di pulire i tratti non asfaltati, dunque  parcheggio. meteo nuvoloso ma senza nevicate in atto. Percorro, dopo adeguata preparazione zaino e calzate le ciaspole(ero quasi tentato di farla con gli sci!!!), la strada fino a Croce di Corano; quindi prendo per la Cordella con un incessante lavoro di tracciatura. Alla Cordella un paradiso con 50 cm di fresca e nevicata intensa in atto. Minima sosta per thermos e riparto in direzione Fosso dell’Acero. Sono a oltre 2 ore.

La pista per Sabatini e l’Acero sotto nevicata e con quella situazione neve è di difficile individuazione. Qui obbligatorio avere una traccia precaricata. Arrivo al fiume gonfio di neve e gelido(orologio segnava -14) e avverto un leggero malessere a dita del piede destro che per il sudore si sono ora righiacciate. Provvedo a cambiare i calzini mettendo piedi dentro lo zaino…

La traccia dei lupi davanti a me

e dopo un’altra ora sono a Laturo. Tutto tace, tutto bianco. Irreale. Temperatura nel borgo circa -9. Nevischio fitto.. Mi appoggio 10 minuti dentro casa che era piu fredda di fuori, mezza barretta, termos, un goccio di genziana…e riparto verso Settecerri, sotto pesante nevicata. Lo sforzo e la stanchezza in questo tratto è notevole.. In localita grotta della paura, neve molto profonda e il sentiero per Settecerri veramente ammantato di candida neve. Inizio ad essere provato: siamo a quasi 5 ore.

Tutto d’un tratto intensi ululati al di la della collina percorrevano la pista in mia direzione ma non potevo vedere nulla….brivido freddo….Lupi...Quando le nostre strade si incrociano loro mi stavano davanti gia dentro il borgo di Settecerri. Mi aiuto per un 200 metri circa con la loro ordinata trincea, con la speranza che il mio puzzo, non li infastidisca e anziche’ fuggire mi vengano incontro.Fortunatamente il mio percorso si divide poco dopo, mi tuffo in piacchiata verso Cornito, quindi dopo aver guadato un gelido Fosso il Rio stracolmo di acqua e neve e dopo aver ingurgitato un bicchiere pieno di Vov caldo presso il bar(fortunatamente aperto) di San Vito, concludo, sotto bufera, questa bellissima avventura su neve, tra le nostre amate montagne.

L’orologio si ferma a quasi 7 ore di trek e circa 1000 d.

Viva il “Borneo” Teramano in inverno

Fede

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